La pesca con il Rezzaglio

La pesca con il rezzaglio ha origini molto lontane. E’ infatti una pesca umile, che per decenni ha consentito alle popolazione più povere di procacciarsi il cibo in modo semplice ed economico. In Italia questo tipo di pesca viene praticata soprattutto nelle regioni dove esistono degli sbocchi di acqua dolce al mare, punti di accumulazione di cefali e spigole, che costituiscono le prede tipiche di questo tipo di pesca. Generalmente è un tipo di pesca che si tramanda da padre a figlio, da nonno a nipote e purtroppo è una tradizione che sta sparendo a poco a poco. Conosciuto con diversi nomi a seconda della regione (sparviero, rezzagglio, iacco o iaccolo), quest’attrezzo non è altro che una rete circolare con dei piombi sulla circonferenza esterna. Le maglie, la circonferenza e il peso dei piombi dipendono dal tipo di preda e dalle condizioni marine.

Il funzionamento è molto semplice: si “indossa” la rete, preparandola al lancio ed una volta individuato il pesce o il punto dove dovrebbe essere, si lancia il rezzaglio. Il tiro ottimale consente alla rete di aprirsi completamente e creare così un “cerchio” che cade in acqua ed intrappola i pesci che si trovano all’interno del cerchio stesso. Recuperando si va a chiudere la rete ed i pesci andranno a finire nelle sacche apposite o nel sacco ( a seconda del tipo di rezzaglio che si usa).

E’ una pesca apparentemente molto semplice ma che nasconde moltissima tecnica e preparazione. Innanzitutto è necessario padroneggiare la tecnica di lancio in quanto le condizioni marine, il vento e la stanchezza andranno ad influire negativamente sul lancio stesso durante la pesca. Inoltre è molto importante riconoscere e vedere il pesce da lontano e riuscire ad avvicinarsi a portata di lancio senza spaventarlo. Infine, soprattutto per chi pesca con mare mosso o sporco, conoscere e capire l’andamento del fondale a colpo d’occhio è indispensabile per riuscire nella pescata. Una volta padroneggiate queste ” abilità” si aggiunge un’ulteriore difficoltà, ossia la diffidenza e la paura delle prede: basta un lancio per spaventare i pesci e quindi è necessario muoversi e cambiare continuamente posto ( alle foci dei fiumi il discorso è diverso perché il pesce entra ed esce) .

Le prede tipiche di questa pesca sono le salpe, i cefali e le spigole. Tuttavia è possibile catturare altri tipi di pesci, come pesci serra, saraghi, mormore, sebbene con una frequenza minore e solo occasionalmente!

Infine posso solo aggiungere che se praticata al fine di ottenere delle catture ricercate è una pesca molto tecnica e difficile, paragonabile alla caccia con arco e frecce, che ci impegnerà al massimo nel tentativo di scovare ed avvicinarsi alla preda senza il minimo rumore.

In questa sezione troverai video di pesca con il rezzaglio in diverse condizioni meteomarine e rivolti a prede differenti.

In questa sezione troverai video didattici sulla tecnica e su come impostare la pescata!