Tutti gli articoli di Matteo Menichini

Esche siliconiche

Le esche siliconiche sono esche morbide ad imitazione di un piccolo pesce, invertebrato o crostaceo realizzate in materiale morbido.

Spesso queste esche vengono aromatizzate per conferire un odore che ne aumenta il potere catturante. Diffidate però dalle esche siliconiche che hanno un’odore non naturale ed assimilabile a quello di un canotto economico, perché in questo caso l’odore dell’esca andrebbe a nostro sfavore.

Questa tipologia di esche viene utilizzata soprattutto per pescare la spigola, tuttavia può dare dei risultati ottimali anche con i serra o con i barracuda, o con altri predatori che però andranno a rovinare in maniera importante la nostra esca con la loro dentatura.

Anche le esche siliconiche possono essere divise in due grandi famiglie, ossia esche dotate di una codina mobile ed esche che ne sono sprovviste,

Le prime tenderanno a nuotare in maniera autonoma anche se recuperate dritte senza troppe jerkate e simuleranno principalmente un pesciolino. Le esche prive di codina dovranno invece essere mosse in maniera efficace per ottenere dei buoni risultati. Tuttavia queste ultime permettono di imitare non solo un pesce ma anche un’invertebrato, un crostaceo o altre prede che andranno a stimolare l’attacco da parte dei predatori.

Come regola generale le esche con la codina ( paddle) si utilizzano in tutte le condizioni di mare ma sono molto efficaci e stabili con mare mosso e in presenza di corrrente,

Le altre esche invece sono più efficaci con mare calmo e fondali alti poiché il loro nuoto più manovrato consente di attirare anche i predatori più svogliati! Invece con mare molto mosso hanno meno efficacia poiché emettono poche vibrazioni e non è possibile sfruttarne al meglio il movimento .Infatti la corrente e le onde vanno ad interferire con il loro nuoto.

Anche le esche siliconiche vengono prodotte in centinaia di modelli e di colori. Ma quali sono le esche migliori da scegliere?

Un’altro aspetto molto importante di questo tipo di esche è la montatura che può essere fatta in diversi modi, utilizzando una testina piombata oppure un amo offset.

Quale è la montatura corretta per innescare un esca siliconica e come realizzarla? Dipende dal tipo di fondale sul quale peschiamo e dal tipo di esca utilizzata….

A scuola di rezzaglio

In questa sezione troverai video dedicati alla tecnica, sia di lancio che di pesca.

In questo video vi mostro la tecnica utilizzata da me, che reputo una delle più semplici ed efficaci. Nel mondo esistono moltissime tecniche e molte si adeguano al tipo di rezzaglio e al tipo di pesca ( e mare) che si fa.

In questo video vi porto a pesca alla foce del fiume. Farò delle considerazioni di marea, di corrente, del modo il cui lanciare e come recuperare il rezzaglio anche con forte corrente.

Video di pesca con il rezzaglio

In questa sezione troverai alcuni video di pesca con il rezzaglio in condizioni marine differenti. Questi non sono video didattici tuttavia potrai vedere la tecnica di lancio, l’avvicinamento alla preda e i punti migliori dove lanciare. Buona visione!

In questo primo video vi porterò a pesca dalla spiaggia con condizioni di mare calmo. In queste condizioni l’avvicinamento al pesce e l’abilità di vedere le forme sott’acqua si riveleranno fondamentali!

In questo video girato su una spiaggia della Puglia rivolta sull’Adriatico, vi mostrerò come impostare una battuta di pesca con forte vento e schiuma, condizioni difficili che rendono ancora più difficile individuare il pesce.

COME LEGGERE LA SPIAGGIA

Saper leggere la spiaggia è molto importante perché ci consentirà di individuare i punti chiave, dove lanciare le nostre esche, naturali o artificiali che siano. Possiamo dividere questi punti in buche e canaloni, zone di acqua profonda dove cacciano le spigole e gli altri predatori. Per capirlo è necessario osservare alcuni elementi: il colore del mare, il modo in cui si infrangono le onde e l’andamento della spiaggia. Il colore del mare ci consentirà di capire, in modo semplice e veloce, quanto è profondo in un determinato punto. Vale la regola che più il mare è scuro e più è profondo. In questo modo siamo in grado in maniera immediata di capire se c’è una buca sul fondale ( zona profonda limitata in ampiezza) o se esiste un canalone ( zona profonda parallela alla spiaggia). Allo stesso modo saremo in grado di individuare le secche di sabbia, che appaiono come strisce più chiare parallele alla spiaggia. Una volta individuate le secche sarà facile trovare i canaloni, che si trovano appunto tra la secca e la battigia e che sono i punti di pascolo di molti pesci, in quanto l’acqua è più profonda e la corrente meno forte. Inoltre all’interno dei canaloni si raccolgono sostanze nutritive ed altri organismi alla base della catena alimentare.

Le onde sono un elemento altrettanto importante per capire l’andamento del fondale. Un’onda che si infrange lontano dalla battigia indica una zona di basso fondale: in questi punti infatti potremo osservare la rottura dell’onda e la presenza di schiuma. Se l’onda si abbassa ( la cresta diminuisce di altezza) vuol dire invece che esiste un canale o una buca, ottimo punto dove lanciare.

Infine dobbiamo osservare se ci sono delle zone della spiaggia dove si raccolgono i detriti dopo le mareggiate: in quel punto la corrente raccoglie e deposita il materiale ed insieme ad essi trasporta sostanze nutritive che costituiscono il cibo dei pesci e di conseguenza dei predatori. Conoscere questi punti ci consentirà anche in condizione di mare differenti dalla scaduta, di individuare subito le zone migliori dove trovare le nostre prede.

Nel video vi farò vedere come riconoscere questi punti e qual’è il modo migliore di lanciare e recuperare la nostra esca!

costruire la montatura

Costruire la montatura per il barchino è molto semplice. Abbiamo bisogno di un trave, rivetti, perline e girelle. Per il trave utilizzeremo 100 metri di nylon da 1 mm fino a massimo 1,2 mm ( più è spesso il trave più attrito farà nell’acqua al contrario un trave troppo sottile rischia di spezzarsi ed è molto scomodo da tenere in mano). Sul trave montiamo le girelle e per farlo dobbiamo inserire la girella tra due perline e fermare le perline con dei rivetti. La distanza tra le girelle dove monteremo i finali dipenderà appunto dalla lunghezza del finale. Generalmente per un finale lungo 2.50 m distanziamo le girelle di 3 metri l’una dall’altra.

Poiché la legge prevede un massimo di 6 esche avremo quindi bisogno di 6 girelle, 12 perline e 12 rivetti, per una distanza totale di 18 metri. Tuttavia consiglio di inserire almeno 10 girelle (totale 30 metri) e mettere il finale con l’esca nelle girelle che “lavorano” meglio, ossia quelle che passano nei punti migliori dove potrebbero essere le nostre prede.

Infine prepariamo il finale, che sarà lungo 2.5 metri e dal diametro che oscillerà dallo 0.25 ( per esche molto piccole) allo 0.40 per esche più grandi con mare formato.

Leghiamo il finale alle girelle e attorcigliamo tutto sul “portafilo” che costruiremo apposta e che conterrà il trave ed i nostri finali con le esche.

Per poter cambiare velocemente la tipologia di esche consiglio di costruire più travi con più finali ed utilizzarli a seconda del tipo di preda che vogliamo insidiare. Io ne ho 3 differenti: uno per le spigole con mare calmo, uno per spigole con mare mosso ed uno per i serra!